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Tre sorsi di Vino

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Poco tempo fa, parlavo con un mio caro amico di letteratura e storia. Mi diceva che sarebbe stato veramente strepitoso (in realtà il termine utilizzato era differente 😛 , ma è cosa di poco conto), conoscere alcuni personaggi del mondo greco e romano, ai tempi dei simposi. Immaginate questi uomini che, solitamente dopo aver partecipato al banchetto, quindi dopo i pasti, si dilettavano tra spettacoli, danze, momenti ludici, a conversare e bere insieme.

In realtà, già a quel tempo, e parliamo di più di 2500 anni fa, esisteva una figura che dettava delle regole su come bere, chiamata SIMPOSIARCA (i latini lo chiameranno invece MAGISTER BIBENDI) che sceglieva il tema su cui conversare e impartiva le regole del bere. Chissà, ci dicevamo, come disciplinavano le genti che si approcciavano alle colme coppe di vino (e pensate che ogni coppa ne conteneva quasi mezzo litro).

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Ad ogni modo, ho voluto saperne di più, e tra una lettura e l’altra, mi è saltato all’occhio, ma del tutto casualmente, che in letteratura il numero 3, non è solo segno di perfezione e completezza nella numerologia dantesca, ma me lo sono ritrovato in tre grandi protagonisti della cultura italiana ed europea, in relazione al vino: Dioniso, Giovanni Pascoli e Cesare Pavese

Dioniso, dio greco del vino e dell’esaltazione orgiastica, della vegetazione e del regno dei morti,in una commedia andata perduta di Eubulo, dice:

Per gli uomini assennati io mescolo tre crateri; il primo che essi bevono é per la salute, il secondo per
il piacere e il desiderio, il terzo per il sonno. Bevuto questo, i saggi convitati si accingono a tornare a
casa, il quarto cratere non appartiene più alla nostra influenza, ma alla violenza, il quinto al frastuono,
il sesto alla processione baccanica, il settimo agli occhi pesti, l’ottavo é per il testimone d’accusa, il
nono per la collera, il decimo fa uscire di senno. Infatti, un gran numero di libagioni fatte in piccoli
bicchieri taglia facilmente le gambe a chi ha bevuto.

Bene, Dioniso consiglia di bere non più di tre coppe di vino, poiché il primo sorso lo si fa per  salute, il secondo per gioia, per piacere e anche per voglia, il terzo per conciliare bene il sonno. Oltrepassando la soglia dei “tre crateri”, si va incontro, però, alla violenza, al trambusto, alla collera, fino alla perdita della ragione.

Giovanni Pascoli, da Myricae, scrive “I TRE GRAPPOLI”:

Ha tre, Giacinto, grappoli la vite.
Bevi del primo il limpido piacere;
bevi dell’altro l’oblio breve e mite;
e… più non bere:
ché sonno è il terzo, e con lo sguardo acuto
nel nero sonno vigila, da un canto,
sappi, il dolore; e alto grida un muto
pianto già pianto.

Giovanni Pascoli, come Dioniso, si mette a numerare i sorsi di vino, fermandosi al numero tre: egli associa il primo sorso al piacere, il secondo al tema della dimenticanza, molto caro all’autore, anche in relazione alle note vicissitudini familiari e il terzo al sonno. In seguito, mette in guardia Giacinto <<e… più non bere>>, poiché, dopo il terzo sorso, apparirà dolore e pianto.

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Infine Cesare Pavese, scrive “IL VINO TRISTE”:

La fatica è sedersi senza farsi notare.
Tutto il resto poi viene da sé. Tre sorsate
e ritorna la voglia di pensarci da solo.
Si spalanca uno sfondo di lontani ronzii,
ogni cosa si sperde, e diventa un miracolo
esser nato e guardare il bicchiere. Il lavoro
(l’uomo solo non può non pensare al lavoro)
ridiventa l’antico destino che è bello soffrire
per poterci pensare. Poi gli occhi si fissano
a mezz’aria, dolenti, come fossero ciechi.

Se quest’uomo si rialza e va a casa a dormire,
pare un cieco che ha perso la strada. Chiunque
può sbucare da un angolo e pestarlo di colpi.
Può sbucare una donna e distendersi in strada,
bella e giovane, sotto un altr’uomo, gemendo
come un tempo una donna gemeva con lui.
Ma quest’uomo non vede. Va a casa a dormire
e la vita non è che un ronzio di silenzio.

A spogliarlo, quest’uomo, si trovano membra sfinite
e del pelo brutale, qua e là. Chi direbbe
che in quest’uomo trascorrono tiepide vene
dove un tempo la vita bruciava? Nessuno
crederebbe che un tempo una donna abbia fatto carezze
su quel corpo e baciato quel corpo, che trema,
e bagnato di lacrime, adesso che l’uomo
giunto a casa a dormire, non riesce, ma geme.

Con questa lirica, Pavese, trasmette l’inquietudine e la disperazione del mondo, ma anche la grandezza del “mestiere di vivere” (che dà il titolo al suo celebre diario). Egli è originario delle Langhe, terra ad alta vocazione vitivinicola con cui avrà un intimo legame, evidente in tutta la sua produzione letteraria. In tre sorsate di vino, si può andare al di là delle cose consuete del quotidiano, si perde la strada, l’orientamento, ma si riscopre il miracolo di essere vivi.

Tre uomini che hanno vissuto la loro vita in tre periodi storici differenti, ma che condividono più di quanto si possa pensare.

Voi cosa ne pensate? Qual è il brano che più sentite vicino a voi?

“Non c’è cosa migliore da fare, che ascoltare chi ha qualcosa da dire”

 

 

Cameriere, mi porterebbe la carta dei vini?

 

Non so se a voi sia mai capitato (a me spesso), di ritrovarvi seduti al tavolo di un ristorante, in occasione magari di una cenetta romantica, o di un pranzo in compagnia di una vecchia amica, e di sentirvi dire dal cameriere: “Da bere che cosa porto?” o addirittura “Rosso o bianco?”, prima ancora di aver letto il menù. Ora, occorre precisare che io apprezzo la figura del cameriere, lavoro nobile, all’insegna della pazienza e del sacrificio, ma qui il punto è un altro, e cioè come cavarcela nella situazione in cui, ci troviamo di fronte alla scelta del vino, quando manca una carta dei vini?

Tornando a noi e al nostro sketch al ristorante, la risposta non può che essere: “Ci lasci almeno decidere che cosa mangiare”, che per carità, è una risposta corretta, ma senza dubbio indispone chi ci serve e preannuncia sicuramente una cenetta o un pranzo infelici!

In molti locali, la carta dei vini non esiste; in altri esiste, ma non viene consegnata al cliente se non dopo esplicita richiesta; in altri ancora i ricarichi di prezzo sono decisamente esagerati e molto spesso alcuni vini presenti sulla carta non sono affatto disponibili.

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Generalmente, in ogni tipo di locale la prima regola da seguire è quella di scegliere prima ciò che si desidera mangiare e poi il vino con cui accompagnare i cibi.

Per i neofiti dei vini , una carta classica può disorientare. Per questo i ristoratori moderni e inventivi rivaleggiano in fantasia per facilitarci il compito. Ecco tre esempi che ci offre Ophélie Neiman, “una gioiosa amante del vino”, la quale, attraverso giochi d’immaginazione, ci aiuta ad affrontare la lettura di una carta dei vini:

CON UN COMMENTO AI VINI: ogni vino è riassunto da una frase tanto espressiva quanto originale: “…questo vino è come una Cenerentola dolce, voluttuosa e naïf”;

SU UN TABLET: cliccando su ogni vino si apre una pagina che offre numerose informazioni: cartografia del vigneto, note sui vitigni, informazioni sul produttore;

CON UNA CLASSIFICAZIONE PER STILE: si comincia con lo scegliere uno stile di vino (rotondo e vellutato o leggero e fruttato…), e in seguito si decidono la regione e la denominazione.

Le informazioni che non devono mai mancare in una carta di vini sono:

-LA REGIONE;

-LA DENOMINAZIONE;

-L’ANNATA;

-IL NOME DEL PRODUTTORE;

-IL PREZZO.

Voi winelovers, cosa ne pensate delle carte dei vini? Credete siano indispensabili o che se ne possa fare a meno?

“Non c’è cosa migliore da fare, che ascoltare chi ha qualcosa da dire” 

Che ruolo ha la solforosa nel vino?

Prima di cominciare a raccontare, penso sia utile capire cosa sia questa famigerata “anidride solforosa”.
L’anidride solforosa (o biossido di zolfo) è un composto di zolfo e ossigeno, risultante dalla combustione dello zolfo, la cui formula è SO2.
Questa sostanza ha un potere antisettico, che viene sfruttato dal momento in cui le uve vendemmiate entrano in lavorazione, fino poi ad agire nel mosto e nel vino.
Viene impiegata nel trattamento antisettico dei fusti vuoti. Svolge la funzione di selezionatore di lieviti. E’ anche un antiossidante: ha perciò la capacità di proteggere il vino e di ritardarne l’invecchiamento.
A dire il vero però, l’anidride solforosa presenta anche un difetto: in dosi esagerate, eccessive, può diventare tossica; può attaccare il bulbo olfattorio e provocare forti dolori localizzati nei seni nasali e dà anche luogo ad emicranie.
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 LA QUANTITA’ DI SOLFOROSA
Le dosi di solforosa variano da 3 a 300 mg/l nel vino, e questo significa che la differenza può essere enorme. Varia perfino in base ai singoli vini.
 IL VINO SENZA SOLFOROSA
Alcuni temerari vignaioli tentano ad elaborare vini senza aggiunta di solforosa.
Questi vini rispondono a condizioni di conservazione rigorose (per esempio una temperatura inferiore ai 16°C), in assenza delle quali la fermentazione potrebbe ripartire o il vino ossidarsi rapidamente. Questi vini senza solforosa offrono, a volte, assaggi pieni di freschezza e vitalità, altre volte, in caso di problemi, odori di mela ammuffita e di stallatico (odore di letame).

Schematizzando:

 

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I VANTAGGI:
-è’ antiossidante : protegge, dall’ossigeno, il mosto in fermentazione ed evita un’ossidazione che rovinerebbe il vino;
-arresta la fermentazione e permette di mantenere degli zuccheri residui per elaborare un vino dolce;
-stabilizza il vino all’imbottigliamento, proteggendolo da un’ossidazione che lo farebbe invecchiare precocemente.

 

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GLI SVANTAGGI:
-la solforosa ha un cattivo odore (di zolfo, per intenderci quindi, di uovo marcio);
-è antiossidante: può favorire la riduzione in un vino e dunque lo sviluppo di odori sgradevoli all’apertura (odore di cavolo);
-può provocare alcuni disturbi, come mal di testa;
-irrigidisce il vino e ne spegne un pò il carattere.
Voi, amici, come la pensate a riguardo?

“Non c’è cosa migliore da fare, che ascoltare chi ha qualcosa da dire” 

“Cate”rina Durante

Sono approdata alle opere di Rina Durante, tra i banchi dell’università, e le sue parole le rintraccio quotidianamente. Rina ha fatto dell’amore per la sua terra, un viaggio di vita, un amore che da individuale è divenuto collettivo, universale.

Lei scriveva:«Io non sono una ricercatrice. Io sono moderatamente antropologa, al servizio di qualcosa che non ha niente a che vedere con l’antropologia. Tutte queste ricerche mi servivano per arricchire il mio repertorio di storie, di immagini, di fatti, di personaggi di cui mi sarei servita come narratrice; io sono una scrittrice, una raccontatrice».

(Cate)Rina Durante

(Cate)Rina Durante

Alla mia terra

(Rina Durante Melendugno, LE 29/10/1928 – Lecce 26/12/2004)

Me ne vado per i campi
dove c’è il bosco di quercie
da un lato, e dall’altro
la voce del mare.
Le fronde dell’alloro
stormiscono al vento che doma
le cime svettanti dei pini,
e i rametti degli ulivi
s’umiliano ai piedi dell’olmo
che ondeggia superbo, appena.

Ma la mia patria vera,
è su questo quadrato di terra
da tutti abbandonato,
dove mormora un vento di ninnananne
non mai dimenticate
nelle notti estasiate di primavera.
Questa è la mia patria,
la mia povera terra
così assetata
che nessuno più la cura,
dove il frumento per l’arsura
si china nei solchi disanimato,
e nelle notti di maggio
i grilli cantano inascoltati
nelle desolate fenditure
dei torrioni corrosi,
negli antri rugiadosi delle verdure.
E nelle crepe di roccia
i ragni tessono senza posa
la filigrana del tempo.

Questo è l’eterno silenzio
denso di rumori che nessuno ascolta,
la quiete febbrile, animata
di parole arcane,
bisbigli del vento
fra i picchi delle scogliere.

Questa è la mia terra
chè tra le mani a clessidra
lentamente mi scorre
con lo stesso ritmo del sangue
che palpita nelle mie vene.

Una maestosa rievocazione storica medievale umbra: a Bevagna “Il mercato delle Gaite”

Bevagna, la città dell’Olio e del Vino, è uno dei borghi più belli d’Italia, dove è bene giungere con i tacchi bassi per il suo lastricato irregolare.

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Bevagna è una delle tappe più incantevoli di un viaggio in Umbria.

Difesa da una cerchia medievale con sette porte, di marcato aspetto medievale , conserva tracce architettoniche romane incardinate nel reticolo stradale (teatro, tempio, cinta muraria e terme con pavimento musivo).

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Entrando da Porta Sant’Agostino o da Porta Todi ci si trova, in pochi passi, nella centrale piazza Silvestri, un perimetro irregolare con palazzi e chiese romanico-gotici.

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Il tuffo nel Medioevo comincia dalla Cartiera, al piano terra di palazzo Consoli, dove un tempo si svolgeva il mercato coperto. Delle botteghe artigiane medievali che Bevagna fa rivivere nei 10 giorni del Mercato delle Gaite (festa dei rioni), che si svolge ogni anno a fine giugno, la Cartiera è l’unica a rimanere aperta tutto l’anno.

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Francesco Proietti, in arte Mastro Cecco, cominciò una ventina di anni fa a lavorare la carta “bambagina” ottenuta dagli stracci con le tecniche di fabbricazione risalenti al XIII secolo. L’ambiente è di grande fascino: ci sono i sacchi con i cenci di cotone pronti per essere macinati nella calce, la pila idraulica a magli multipli, replica esatta di un antico macchinario che batte la poltiglia di stracci, il tino per filtrare la pasta da carta e i telai con fili di rame che imprimono la filigranatura.

Se il cartaio rappresenta la gaita o quartiere di San Giovanni, ci sono altre botteghe, talvolta aperte a rotazione durante il weekend, a rappresentare gli antichi mestieri.

Durante le giornate del Mercato delle Gaite, viene rappresentata con assoluta fedeltà la vita quotidiana medievale del borgo con tanto di mercato con pesi, misure e abiti di un tempo.

In seguito, il programma:Il Mercato delle Gaite 2015

18– 28 GIUGNO 2015 – Rievocazione Storica Medievale in Bevagna (PG)

TUTTE LE SERE A PARTIRE DA VENERDÌ 19 FINO A DOMENICA 28 GIUGNO,

  • Taverne con piatti medievali dalle ore 20.00 ( sabato 27 e domenica 21 e 28 aperte anche a pranzo)
  • Locande – dalle ore 19.00
  • Botteghe dei Mestieri medievali aperte dalle ore 20.45 alle 23.30

GIOVEDÌ 18  GIUGNO

  • Cerimonia di apertura  del Mercato delle Gaite 2015 “Consegna del dono al Vescovo” e “ Le Arti in Processione”  –  ideazione e regia Loretta Bonamente e Nicola Falocci – Ore 21.30 – P. zza F. Silvestri
  • Spettacolo inaugurale  “Belfagor” – Compagnia Lux Arcana – Piazza F. Silvestri

VENERDÌ 19 GIUGNO

  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • Inganni Medievali a cura di Mirco Revoyera e Stefano Venarucci

SABATO 20 GIUGNO

  • Animazione in costume della Gara dei Mestieri aperta al pubblico
    •  Gaita San Giovanni – Cartarius, Campanarius – ore 17.00/18.00
    •  Gaita San Giorgio – Zeccherius, Pictor – ore 18.00/19.00
  • Concerto di musica medievale a cura  dell’ Ensemble Micrologus “Como Deus fez vynno d’agua”. Preludio a cura dell’ Ensemble Musicanti Potestatis – “Amor mi fa cantar” – Ore 22.30 – Chiostro di San Domenico

DOMENICA 21 GIUGNO

  • Manifestazione/Gara Nazionale di tiro con l’arco
    • ore 9.00 gara itinerante per le vie del paese
    • ore 15.00 finale – Piazza F. Silvestri
  •  Messa solenne con Canto Gregoriano – Schola gregoriana Urbis – Roma
    dir. Alessandro De Lillo  – ore  11.00  Chiesa S. Michele
  • Animazione in costume della Gara dei Mestieri aperta al pubblico
    •  Gaita Santa Maria – Setaiolus, Tavernarius – ore 17.00/18.00
    •  Gaita San Pietro – Tintor, Magister vitreatarum – ore 18.00/19.00
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • Ombre – Compagnia OPLAS in collaborazione con La terra nuova

LUNEDÌ 22 GIUGNO

  • Gara dei Mestieri (Gaite Santa Maria e San Pietro)
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • I Dragolieri

MARTEDÌ 23 GIUGNO

  • Gara dei Mestieri (Gaite San Giovanni e San Giorgio)
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • I Dragolieri

MERCOLEDÌ 24 GIUGNO

  • Gara Gastronomica (Gaita Santa Maria, Gaita San Pietro)
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00: Ensemble Musicanti Potestatis
  • Spettacolo: Storie di Streghe – Compagnia Piccolo Nuovo Teatro – ore 23.00 piazza F. Silvestri

GIOVEDÌ 25 GIUGNO

  • Gara Gastronomica ( Gaita San Giovanni, Gaita San Giorgio)
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00: Ensemble Musicanti Potestatis
  • Combattimento storico “il Leone di Bevagna” – Compagnia Militia Bartholomei e Lupi di Ventura – Ore 22.00 parco F. Silvestri

VENERDÌ 26 GIUGNO

  • Apertura del Mercato medievale – dalle ore 18.00
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • I giullari del Diavolo
    • I Dragolieri

SABATO 27 GIUGNO

  • Apertura del Mercato medievale – dalle ore 10.00
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 16.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • Clerici Vagantes
    • I Dragolieri

DOMENICA 28 GIUGNO

  • Animazione in costume della Gara Mercato ( aperte al pubblico)
    • ore 10.00 – Gaita San Pietro
    • ore 11.00 – Gaita San Giovanni
    •  ore 16.00 – Gaita San Giorgio
    • ore 17,15 – Gaita Santa Maria
  • Concerto di musica medievale a cura Cantoria Mevaniae – Salutiam divotamente – ore 12
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 16.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • Clerici Vagantes
  • Cerimonia di Chiusura del Mercato delle Gaite 2015 – ore 22.00 Piazza Filippo Silvestri
    • Errabundi Musici
    • Gara di Tiro con l’arco storico
    • Proclamazione della Gaita vincitrice – assegnazione del Palio 2015

TUTTE LE SERE A PARTIRE DA VENERDI’ 19 FINO A DOMENICA 28 GIUGNO

  • Taverne con piatti medievali aperte dalle ore 20.00 (sabato 27 domenica 21 e 28 aperte anche a pranzo)
  • Locande aperte dalle ore 19.00
  • Botteghe dei Mestieri medievali aperte dalle ore 20.45 alle 23.30
    • Sabato e domenica aperte dalle ore 17.00 alle 19.00 e dalle ore 20.45 alle ore 23.30

SABATO 13 GIUGNO 2015, ORE 21.00 BANCHETTO MEDIEVALE

De Nuptis, de Nocte

Ideazione e regia: Loretta Bonamente e Nicola Falocci
a cura dell’Associazione Mercato delle Gaite
piazza F. Silvestri

Per maggiori informazioni contattare il numero telefonico 0742.361847 oppure visitare il sito www.ilmercatodellegaite.com