Una maestosa rievocazione storica medievale umbra: a Bevagna “Il mercato delle Gaite”

Bevagna, la città dell’Olio e del Vino, è uno dei borghi più belli d’Italia, dove è bene giungere con i tacchi bassi per il suo lastricato irregolare.

11377334_10207552629160320_7702223602429854027_n

10400059_10153015860442476_2519524957533284391_n

10988503_10153014942492476_1077625052107252871_n

564816_10150825738992476_1080559329_n

 

 

 

 

Bevagna è una delle tappe più incantevoli di un viaggio in Umbria.

Difesa da una cerchia medievale con sette porte, di marcato aspetto medievale , conserva tracce architettoniche romane incardinate nel reticolo stradale (teatro, tempio, cinta muraria e terme con pavimento musivo).

559969_10150825738102476_1118837816_n

546733_10150825738582476_1370436816_n

543183_10150825737582476_925519635_n

398997_10150825738417476_128517261_n

 

 

 

Entrando da Porta Sant’Agostino o da Porta Todi ci si trova, in pochi passi, nella centrale piazza Silvestri, un perimetro irregolare con palazzi e chiese romanico-gotici.

535811_10150825737432476_740779316_n

532692_10150825739412476_1381573421_n523771_10150825737202476_2100992969_n523715_10150825737827476_1987139497_n

 

 

 

Il tuffo nel Medioevo comincia dalla Cartiera, al piano terra di palazzo Consoli, dove un tempo si svolgeva il mercato coperto. Delle botteghe artigiane medievali che Bevagna fa rivivere nei 10 giorni del Mercato delle Gaite (festa dei rioni), che si svolge ogni anno a fine giugno, la Cartiera è l’unica a rimanere aperta tutto l’anno.

156215_10150825737932476_1696790718_n

 

 

 

 

 

Francesco Proietti, in arte Mastro Cecco, cominciò una ventina di anni fa a lavorare la carta “bambagina” ottenuta dagli stracci con le tecniche di fabbricazione risalenti al XIII secolo. L’ambiente è di grande fascino: ci sono i sacchi con i cenci di cotone pronti per essere macinati nella calce, la pila idraulica a magli multipli, replica esatta di un antico macchinario che batte la poltiglia di stracci, il tino per filtrare la pasta da carta e i telai con fili di rame che imprimono la filigranatura.

Se il cartaio rappresenta la gaita o quartiere di San Giovanni, ci sono altre botteghe, talvolta aperte a rotazione durante il weekend, a rappresentare gli antichi mestieri.

Durante le giornate del Mercato delle Gaite, viene rappresentata con assoluta fedeltà la vita quotidiana medievale del borgo con tanto di mercato con pesi, misure e abiti di un tempo.

In seguito, il programma:Il Mercato delle Gaite 2015

18– 28 GIUGNO 2015 – Rievocazione Storica Medievale in Bevagna (PG)

TUTTE LE SERE A PARTIRE DA VENERDÌ 19 FINO A DOMENICA 28 GIUGNO,

  • Taverne con piatti medievali dalle ore 20.00 ( sabato 27 e domenica 21 e 28 aperte anche a pranzo)
  • Locande – dalle ore 19.00
  • Botteghe dei Mestieri medievali aperte dalle ore 20.45 alle 23.30

GIOVEDÌ 18  GIUGNO

  • Cerimonia di apertura  del Mercato delle Gaite 2015 “Consegna del dono al Vescovo” e “ Le Arti in Processione”  –  ideazione e regia Loretta Bonamente e Nicola Falocci – Ore 21.30 – P. zza F. Silvestri
  • Spettacolo inaugurale  “Belfagor” – Compagnia Lux Arcana – Piazza F. Silvestri

VENERDÌ 19 GIUGNO

  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • Inganni Medievali a cura di Mirco Revoyera e Stefano Venarucci

SABATO 20 GIUGNO

  • Animazione in costume della Gara dei Mestieri aperta al pubblico
    •  Gaita San Giovanni – Cartarius, Campanarius – ore 17.00/18.00
    •  Gaita San Giorgio – Zeccherius, Pictor – ore 18.00/19.00
  • Concerto di musica medievale a cura  dell’ Ensemble Micrologus “Como Deus fez vynno d’agua”. Preludio a cura dell’ Ensemble Musicanti Potestatis – “Amor mi fa cantar” – Ore 22.30 – Chiostro di San Domenico

DOMENICA 21 GIUGNO

  • Manifestazione/Gara Nazionale di tiro con l’arco
    • ore 9.00 gara itinerante per le vie del paese
    • ore 15.00 finale – Piazza F. Silvestri
  •  Messa solenne con Canto Gregoriano – Schola gregoriana Urbis – Roma
    dir. Alessandro De Lillo  – ore  11.00  Chiesa S. Michele
  • Animazione in costume della Gara dei Mestieri aperta al pubblico
    •  Gaita Santa Maria – Setaiolus, Tavernarius – ore 17.00/18.00
    •  Gaita San Pietro – Tintor, Magister vitreatarum – ore 18.00/19.00
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • Ombre – Compagnia OPLAS in collaborazione con La terra nuova

LUNEDÌ 22 GIUGNO

  • Gara dei Mestieri (Gaite Santa Maria e San Pietro)
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • I Dragolieri

MARTEDÌ 23 GIUGNO

  • Gara dei Mestieri (Gaite San Giovanni e San Giorgio)
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • I Dragolieri

MERCOLEDÌ 24 GIUGNO

  • Gara Gastronomica (Gaita Santa Maria, Gaita San Pietro)
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00: Ensemble Musicanti Potestatis
  • Spettacolo: Storie di Streghe – Compagnia Piccolo Nuovo Teatro – ore 23.00 piazza F. Silvestri

GIOVEDÌ 25 GIUGNO

  • Gara Gastronomica ( Gaita San Giovanni, Gaita San Giorgio)
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00: Ensemble Musicanti Potestatis
  • Combattimento storico “il Leone di Bevagna” – Compagnia Militia Bartholomei e Lupi di Ventura – Ore 22.00 parco F. Silvestri

VENERDÌ 26 GIUGNO

  • Apertura del Mercato medievale – dalle ore 18.00
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 19.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • I giullari del Diavolo
    • I Dragolieri

SABATO 27 GIUGNO

  • Apertura del Mercato medievale – dalle ore 10.00
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 16.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • Clerici Vagantes
    • I Dragolieri

DOMENICA 28 GIUGNO

  • Animazione in costume della Gara Mercato ( aperte al pubblico)
    • ore 10.00 – Gaita San Pietro
    • ore 11.00 – Gaita San Giovanni
    •  ore 16.00 – Gaita San Giorgio
    • ore 17,15 – Gaita Santa Maria
  • Concerto di musica medievale a cura Cantoria Mevaniae – Salutiam divotamente – ore 12
  • Spettacoli itineranti nelle piazze delle Gaite – dalle ore 16.00:
    • Ensemble Musicanti Potestatis
    • Clerici Vagantes
  • Cerimonia di Chiusura del Mercato delle Gaite 2015 – ore 22.00 Piazza Filippo Silvestri
    • Errabundi Musici
    • Gara di Tiro con l’arco storico
    • Proclamazione della Gaita vincitrice – assegnazione del Palio 2015

TUTTE LE SERE A PARTIRE DA VENERDI’ 19 FINO A DOMENICA 28 GIUGNO

  • Taverne con piatti medievali aperte dalle ore 20.00 (sabato 27 domenica 21 e 28 aperte anche a pranzo)
  • Locande aperte dalle ore 19.00
  • Botteghe dei Mestieri medievali aperte dalle ore 20.45 alle 23.30
    • Sabato e domenica aperte dalle ore 17.00 alle 19.00 e dalle ore 20.45 alle ore 23.30

SABATO 13 GIUGNO 2015, ORE 21.00 BANCHETTO MEDIEVALE

De Nuptis, de Nocte

Ideazione e regia: Loretta Bonamente e Nicola Falocci
a cura dell’Associazione Mercato delle Gaite
piazza F. Silvestri

Per maggiori informazioni contattare il numero telefonico 0742.361847 oppure visitare il sito www.ilmercatodellegaite.com

 

 

Qual è il ruolo del clima sulla qualità del vino?

Articoli di viaggio, reportage televisivi: ogni anno nel periodo della vendemmia i media si fanno carico di ricordare l’influenza esercitata dalle condizioni climatiche e metereologiche sulla qualità del vino.

Ma se l’importanza del clima è universalmente riconosciuta, bisogna tener conto di numerosi parametri nel valutarla.

Siamo consapevoli che la vite si adatta a numerosi tipi di clima. Sopporta male solo le temperature estreme, e in particolare le più fredde; radici, ceppi e tralci possono andare distrutti se il termometro scende al di sotto dei -15°C.

 

LA VITE PREDILIGE IL CLIMA MITE

La sua capacità di adattamento non le impedisce di avere delle preferenze, prediligendo in modo particolare il clima mite. La vite, non contenta di godere della benevolenza del clima, sceglie spesso territori situati sul versante meridionale di rilievi che bloccano i venti e garantiscono il massimo irraggiamento solare.

 

SOLE PER IL COLORE

Più ci si avvicina alle alte latitudini, più diventa difficile ottenere vini rossi. Infatti è il sole a determinare il colore dei vini. Ci vuole molta più energia luminosa per assicurare la sintesi delle materie coloranti che per produrre zuccheri.

Questo spiega perché le regioni più settentrionali, come l’Alto Adige e la Valle d’Aosta, si sono specializzate nei vini bianchi.

In Francia, però, nella Champagne si vinificano in bianco anche uve rosse.

 

images

Se sole e caldo garantiscono l’intensità del colore, non possono che portare dei vantaggi. Quando però diventano eccessivi, lungi dal produrre risultati migliori, originano dei vini deboli e poveri di bouquet, come se la caratteristica delicatezza degli aromi dei grandi vini venisse bruciata dai raggi del sole.

 

IL CLIMA IDEALE

Caldo o freddo che sia, il clima ideale è quello che permette alle uve di giungere a maturazione al momento giusto. La maturazione non solo deve essere completa, ma anche paradossalmente lenta e progressiva.

Dato che i vitigni non reagiscono tutti allo stesso modo alle condizioni climatiche, il clima ideale cambia a seconda della varietà di uva. Ad ogni modo, tutti i vini di alta qualità provengono generalmente da vitigni che giungono alla giusta maturazione con il clima di una specifica regione. Allo stesso modo, è importante notare che i vini migliori si originano spesso da vitigni piantati in prossimità del limite settentrionale (nell’emisfero nord) della loro zona di coltivazione.

 

INCIDENTI D’ANNATA

L’attitudine vitivinicola dei climi temperati non deve essere dimostrata oltre. Esiste però il rovescio della medaglia: il rischio di incidenti. Ogni anno in tutte le denominazioni, i vignaioli scrutano l’orizzonte con inquietudine: nel periodo delle vendemmie un colpo di freddo, una pioggia o un temporale, possono compromettere l’intero raccolto; d’inverno o peggio in primavera, una gelata può avere effetti devastanti. La forte sensibilità della vite al fluttuare delle condizioni meteorologiche influenza la produzione dal punto di vista quantitativo e qualitativo. E’ questo il fenomeno delle annate. Vari fattori devono congiungersi perché una vite produca un buon vino. Naturalmente deve essere sfuggita agli incidenti meteorologici, ma deve avere anche goduto di condizioni climatiche favorevoli.

Non è semplice definire le condizioni ottimali per ottenere un buon vino. Tuttavia sembrano esistere alcune nozioni essenziali. Il valore di un’annata dipende più dalla piovosità che dalle temperature. Una sufficiente alimentazione idrica è indispensabile durante il periodo di crescita della vite (da aprile a luglio); ma non deve essere troppo sostenuta, specie su suoli relativamente fertili, poiché a quel punto si ottiene un’eccessiva produzione di uve con acini grossi. In compenso, durante il periodo della maturazione e delle vendemmie, una piovosità ridotta, è una garanzia di qualità, soprattutto se si accompagna a temperature elevate e a una buona esposizione al sole.

 

IL DETTAGLIO CHE FA LA DIFFERENZA: IL MICROCLIMA

territorio_clima

Nell’ambito delle grandi aree climatiche, è possibile individuare alcune zone con specifiche condizioni che esercitano un’influenza non trascurabile sulla crescita della vite e la qualità del vino. I vignaioli hanno osservato il fenomeno da tempo. In Francia, ad esempio, è noto il detto della regione del Médoc secondo il quale “le viti migliori guardano il fiume” (l’estuario della Gironda).

Numerosi fattori, pedagogici e storici, spiegano i vantaggi di cui godono i cru che fiancheggiano l’estuario; ma è innegabile che per lunghezza (più di 70 km) e volume di acqua, la Gironda eserciti sul clima un’influenza moderatrice.

La dimensione dei microclimi è estremamente variabile.  In alcuni casi, bisogna parlare di mesoclimi. Così la zona viticola della Valtellina deve in parte la sua esistenza alle particolari condizioni climatiche (estati calde e soleggiate) che si fanno sentire su una ristretta fascia di terra che domina la valle dell’Adda da Tirano ad Ardenzo: ma i vigneti doc si trovano solo sui versanti esposti a sud. Al contrario, esistono regioni in cui il microclima ha dimensioni talmente ridotte da potersi definire microscopico.

IL ciclo delle lavorazioni del vigneto

Nel calendario viticolo convivono tradizioni antiche assieme a metodi moderni. Ad ogni modo, alla base di una vinificazione ben riuscita, c’è una cura attenta della vite che richiede di essere seguita lungo tutto il corso dell’anno, in maniera costante.

La vite è una pianta strisciante e se si lasciasse crescere allo stato selvatico, dall’uva non si otterrebbe che una misera bevanda asprigna. La coltivazione della vite richiede diverse cure che vanno organizzate seguendo il ciclo annuale di sviluppo della pianta, proprio per ottenere una buona maturazione delle uve per produrre buoni vini.

GENNAIO-FEBBRAIO: LA POTATURA

1

Il 22 gennaio, festa di San Vincenzo (patrono dei viticoltori), segna, per tradizione la data simbolica dell’inizio ufficiale delle lavorazioni del vigneto. In realtà, queste operazioni possono cominciare già il 15 dicembre e finire a marzo.

MARZO: LA LAVORAZIONE DEL TERRENO

banner_pianto-della-vite

La vite, superato l’inverno e preparata dalla potatura, reagisce con il suo “pianto” (incolore e ricco di sostanze minerali e ormoni) agli effetti del sole primaverile che, riscaldando il suolo, sospinge la linfa addormentata verso le estremità del ceppo; per alcuni giorni, goccia a goccia, i tagli della potatura trasudano questa linfa fino a che non si cicatrizzano completamente.

A questo punto avviene il germogliamento, e cioè le gemme sono pronte a schiudersi e questo segna l’inizio di un nuovo ciclo annuale. In questo periodo i giovani germogli sono molto ricchi di acqua e le gelate primaverili possono essere fatali. Durante la primavera, il vignaiolo procede alla prima “lavorazione del terreno”; smuove le zolle di terra chiuse su se stesse dall’autunno precedente, il che fa scaldare ulteriormente il terreno e di conseguenza le radici. Questa prima lavorazione, distrugge inoltre le erbacce cresciute tra i filari.

Distruggendo le eventuali radici superficiali che possono essersi sviluppate, il vignaiolo fa sì che, per compensazione, si sviluppino le radici della vite più profonde; queste infatti affondano nel suolo permettendo una migliore alimentazione idrica della pianta nel caso di siccità estiva e un ottimo assorbimento delle sostanze nutritive, in grado di favorire una migliore espressione dell tipicità del territorio.

APRILE: LA PALIFICAZIONE

TV_46_palificazione

Per garantire una migliore esposizione del fogliame alla luce del sole, si cerca di posizionare le foglie lungo una superficie verticale. Come si fa? Si guidano i tralci lungo i fili metallici tesi tra i pali dei filari.

MAGGIO: SCHERMATURA DEL VIGNETO

quando-potare-la-vite1

Per evitare la crescita di piante erbacee, si effettua a maggio, una seconda serie di lavori superficiali sul terreno. Si  procede ad irrorare la vite con prodotti che servono a proteggere le piante da malattie e parassiti. In funzione della potatura praticata e delle condizioni vegetative dell’anno, potranno svilupparsi su tutti o su parte dei ceppi altre gemme oltre a quelle volontariamente risparmiate dalla potatura. Si eliminano così i “succhioni”, che sono dei ramoscelli che spuntano sul fusto e che per la loro disposizione assorbono una notevole quantità di linfa a danno degli altri rami, si tagliano i polloni delle radici e si pratica la “scacchiatura”, cioè l’asportazione dei germogli non uviferi.

GIUGNO: ACCOLLAMENTO E SFOGLIATURA

filosofia-2-big

Essendo una pianta a crescita continua la vite non cessa di svilupparsi; la vegetazione può infittirsi rapidamente e disturbare le successive lavorazioni , provocando un successivo ammassamento della vegetazione, che impedisce la maturazione ottimale delle uve. Proprio per questo si procede alle operazioni di sfogliamento.

LUGLIO-AGOSTO: DIRADAMENTO E TRATTAMENTI ANTIPARASSITARI (FASE DI AGOSTAMENTO)

80_petrussa1

Dopo la fioritura è possibile valutare il numero e la ripartizione dei grappoli sui ceppi; se la natura è stata troppo generosa o se alcune pratiche di coltivazione precedenti hanno portato ad un aumento della fertilità dei ceppi, il numero dei grappoli può rivelarsi eccessivo. Si procederà quindi a un “diradamento”, operazione che richiede molta cura e che consiste nel togliere i grappoli durante l’estate (prima della maturazione), in modo che il numero dei più resistenti sia compatibile con il livello di maturazione desiderato.

In agosto le lavorazioni del terreno solitamente si interrompono con il rallentare della crescita delle piante. Ma il controllo del vigneto rimane indispensabile e fino a settembre può essere necessario ricorrere alla schermatura, qualora sussistano rischi di malattie.

SETTEMBRE-OTTOBRE: LA VENDEMMIA

news_img1_65136_uva_vendemmia

Il complesso di questi lavori, le cui date variano ogni anno in funzione all’andamento climatico, al luogo di coltura e della crescita della vite, trova il suo coronamento nella vendemmia che è l’atto di nascita di un nuovo prodotto: il vino.

All’inizio del mese di settembre, il viticoltore esaminerà il livello di maturazione con il consueto prelievo delle uve per fissare la data della vendemmia. Per perfezionare la maturazione , a qualche settimana dalla possibile data di vendemmia, si elimineranno le foglie intorno ai grappoli per far prendere aria ai grappoli e per migliorarne l’esposizione. Nelle regioni mediterranee il raccolto può iniziare dalla fine del mese di agosto, ma nella maggior parte dei casi si svolge da metà settembre fino a circa metà di ottobre.

NOVEMBRE-DICEMBRE: POTATURA E RINCALZATURA

potaturavite003

La vite inizia a perdere le foglie all’inizio dell’autunno, tra novembre e dicembre, ed entra in una fase di riposo invernale. Il vignaiolo taglia i tralci, rinforza i ceppi per proteggerli dal freddo e favorisce lo scorrimento delle acque piovane durante l’inverno.

In questo modo il ciclo delle lavorazioni viticole è concluso; con l’anno nuovo e la ripresa dei lavori di potatura, avrà inizio una nuova annata o “campagna” viticola.

“Non c’è cosa migliore da fare, che ascoltare chi ha qualcosa da dire”

C’era una volta una vigna sul castello…

C’era una volta una vigna, unica al mondo, sul castello di Copertino…

Non si può che esordire in questo modo per rendere giustizia a questa grandiosa impresa, che assume delle note fiabesche, attraverso gli stralci di scatti realizzati nel cuore del Salento, a Copertino, e attraverso le voci di tre personaggi a cui spetta la nostra ammirazione e gratitudine: la Direttrice Caterina Ragusa, l’Architetto Francesco Canestrini e l’Enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi.

IL-VIGNETO-SUL-CASTELLO-DI-COPERTINO-DELLA-CUPERTINUM     Vigne_su_castello_Copertino

LA STORIA E IL “VIGNETO SUL CASTELLO”

Questa è l’unica vigna al mondo che sorge sui bastioni di un castello; parliamo del castello di Copertino, in provincia di Lecce, nel Salento meridionale.

La struttura fortificata venne realizzata attorno al ‘500 e completata nel 1540, dall’architetto pugliese Evangelista Menga, per la volontà del marchese Alfonso Granai Castriota, generale di Carlo V e feudatario della vasta Contea,  istituita da Carlo I d’Angiò nel 1266.

Ma il castello, oggi, non è celebre unicamente per le raffigurazioni architettoniche dei bassorilievi commemorativi o per le effigi di personaggi legati alla storia locale, come San Giuseppe, nè per il caleidoscopio di fonti storiche di cui è intessuto il complesso stesso, e neanche per il mastio angioino, l’ampio fossato presente, la cappella dedicata a San Marco, l’arte decorativa del pittore copertinese Gianserio Strafella (che su commissione della famiglia Squarciafico dipinse la volta della cappella, riproducendo delicatissime scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, mentre sulle pareti verticali, in appositi riquadri eseguì le figure di S. Caterina, S. Sebastiano e S. Giacomo da Compostela).

San Giuseppe da Copertino, santo patrono del paese

San Giuseppe da Copertino, santo patrono del paese

 

Dettaglio facciata: San Giuseppe da Copertino, patrono del paese.

Dettaglio facciata del castello: San Giuseppe da Copertino

 

IMG_0397  IMG_0396            IMG_0405      IMG_0476

IMG_0477     IMG_0478    IMG_0479         IMG_0481

Oggi, se parliamo del castello di Copertino, facciamo riferimento ad un progetto denominato “Il vigneto sul Castello”.

Il nostro itinerario nel castello, ha inizio grazie alla guida di Giuseppe Pizzolante Leuzzi, enologo della Cantina Cupertinum, una cantina sociale nata nel 1935 e co-ideatore del vigneto sul castello.

Com’è nata l’idea del vigneto sul castello? Giuseppe Pizzolante Leuzzi, con occhi fieri, ci racconta che osservando l’etichette dei vini che vedeva in cantina, non poteva non notare l’immagine consueta del castello e si chiedeva come mai non ci fosse un diretto legame tra la Cupertinum e il complesso fortificato stesso. Da questa considerazione, il sogno comincia a mutarsi in realtà. Continua l’enologo: <<Nell’apporto decisionale, il triangolo vitale, per la realizzazione di questo progetto, ha visto interessati, oltre me, anche la dottoressa Caterina Ragusa, direttrice del castello e l’architetto Francesco Canestrini, sovrintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Lecce, Brindisi e Taranto. Siamo entusiasti poiché abbiamo fatto squadra, affinché il sogno del vigneto sul castello potesse concretizzarsi e divenire una vetrina per il castello stesso, una vetrina per il negroamaro, una vetrina per il Copertino Doc e soprattutto una vetrina per osservare da vicino chi lavora la terra.>>

La passeggiata, assieme a Giuseppe Pizzolante Leuzzi, continua fino a raggiungere il piano nobile del castello, e quindi giungiamo alla vigna. Non si poteva non constatare che la parte dei bastioni, laddove gli esperti avevano già messo mano, scavato e impiantato la vigna, appariva ordinata, lineare e assestata, mentre la parte ancora da regolarizzare, presentava delle erbe incolte altissime e fitte, tipiche di una zona abbandonata a se stessa, elemento che ci testimonia la situazione che ha preceduto i lavori e l’arduo compito di chi li ha svolti.

<<A differenza di altre situazioni in cui è consueto non trovarsi d’accordo, questa volta pubblico e privato sono riusciti a dar vita a questa iniziativa della vigna sul castello>>, spiega la dottoressa Ragusa, <<e lo abbiamo fatto basandoci su un passato che documenta, con certezza, la presenza di un giardino pensile coltivato ad agrumeto e vigneto dalla nobile famiglia Belmonte nel 1800.>>

Questa impresa ha inizio nel 2013, quando la Cupertinum ha proposto il progetto “Il Vigneto sul Castello” e nell’aprile del 2014, il vigneto posto sui bastioni, è stato impiantato. Giuseppe Pizzolante Leuzzi ha prontamente tentato di recuperare qualche traccia del vecchio vigneto, ma invano e si deve a lui la scelta della varietà storica e del sistema di allevamento del vigneto: il terreno profondo circa 4 metri è stato lavorato con la zappa (lavoro svolto, rigorosamente a mano, per rispettare la struttura storica nobiliare) e poi sono stati impiantati cento alberelli di negroamaro cannellino (un vitigno semplice, dagli acini molto piccoli), disposti a “quinconce” (un impianto che permette di sfruttare al massimo il terreno disponibile, utilizzato in antichità, fin dai romani).

<<Ci siamo buttati a capofitto in questa avventura.>>, dichiara il sovrintendente Canestrini, <<ora, ci stiamo impegnando a ridare funzionalità alla struttura, per renderla all’altezza dei nostri turisti: stiamo realizzando un ascensore che permetterà il massimo collegamento tra i piani del castello, stiamo provvedendo a costruire le scale adatte per mettere in comunicazione ogni parte dell’edificio nobiliare, anche aree di difficile accesso, come la vigna. Il nostro scopo primario è valorizzare a tutto campo il castello di Copertino ed inserirlo come meta per un ipotetico itinerario turistico.>>

Giuseppe Pizzolante Leuzzi, emozionandosi e con lo sguardo perennemente rivolto ai suoi alberelli di negroamaro, ci ha raccontato di quando, dopo aver impiantato la vigna, ha deciso di portare un suo amico a vedere il lavoro portato a compimento,e quest’ultimo, “cittadino doc” di Copertino, alla vista della vigna sui bastioni del castello, è rimasto sorpreso, stupefatto, come abbagliato da tale scenario, poiché egli era nato, cresciuto e pasciuto in quel paese, ma mai aveva assistito ad un dono storico simile, recuperato poi con tanto impegno e voglia di fare qualcosa di buono per Copertino.>>

IMG_0415 IMG_0416 IMG_0417 IMG_0418

IMG_0436 IMG_0437 IMG_0438

E’ stato commovente poter assorbire, con estrema fierezza, tutte queste nuove idee per la promozione e la fruizione turistica, soprattutto in un momento storico, in cui la Puglia, è affranta dal demone della Xylella. A tal proposito, Giuseppe Pizzolante Leuzzi ha voluto prendere la parola e mai come oggi (Il Tar del Lazio ha sospeso la dichiarazione dello stato di emergenza per la diffusione in Puglia del batterio Xylella e il Piano d’intervento previsto per fronteggiare il rischio fitosanitario), le sue parole hanno grande importanza e possono essere apprezzate per la lungimiranza che l’enologo ha dimostrato di possedere. Egli ci spiegava che <<i coltivatori di oggi utilizzano le stesse tecniche che venivano utilizzate molti anni fa, quindi il problema non risulta essere da parte degli agricoltori. E’ troppo facile per un politico, per un assessore, puntare il dito verso chi lavora la terra. Dovrebbero invece indirizzarsi verso chi si occupa della ricerca. I contadini non sono in piazza a manifestare perché hanno scelto di occupare il loro tempo, in campagna tra gli ulivi, per cercare di adoperare ogni tecnica possibile per risolvere il caso.>>

LA CANTINA SOCIALE CUPERTINUM

IMG_0504

Nel 1935 trentasei viticoltori fondarono la Cantina Sociale di Copertino.

Oggi sono 300 i soci che si occupano della vinificazione e del commercio delle uve e quest’anno, a gennaio, la Cupertinum ha festeggiato gli 80 anni di età e continua a rappresentare la tipicità del territorio e dei suoi vitigni.

IMG_0495 IMG_0496 IMG_0497 IMG_0498

La superficie coltivata a vite è di circa 300 ettari, il territorio della DOC Copertino presenta terre a struttura argillosa, di varia composizione poste al di sopra della pietra calcarea dura o tufacea , in zona pianeggiante: dai 30 ai 60 metri sul livello del mare.

La Cupertinum produce vitigni tradizionali pugliesi: il Negroamaro, simbolo enoico del Salento, è quello principale, affiancato da Malvasia nera, Primitivo e Malvasia bianca leccese, e da alcune varietà internazionali o nazionali ormai acclimatate in queste terre (Merlot, Syrah, Montepulciano, Chardonnay), da cui ricava i suoi celebri vini.

Un piano di lavoro, realizzato di recente da Giuseppe Pizzolante Leuzzi, portavoce di un rinnovamento generale della cantina, prevede la realizzazione di una barricaia all’interno della struttura, per l’affinamento di vino.

IMG_0506  IMG_0508

INFORMAZIONI PER VISITARE LA VIGNA E IL CASTELLO

Orari di apertura al pubblico: telefonicamente al numero 0832/931612 o sul sito www.castellodicopertino.beniculturali.it

Ingresso:

-biglietto intero: € 3

-biglietto ridotto (dai 18 ai 25 anni): € 1,50

-gratuito: meno di 18 anni

(per la visita in vigna si pagherà una piccola sovrattassa)

Ricordiamo che tutte le prime domeniche del mese l’ingresso sarà gratuito.

Contatti:

sito internet: www.castellodicopertino.beniculturali.it

Email: castellodicopertino@beniculturali.it

Telefono e fax: 0832/931612

Telefono direzione: 0832/937601

“Non c’è cosa migliore da fare, che ascoltare chi ha qualcosa da dire”

Identità territoriale, tipicità e fruizione turistica: il caso di “Masseria Le Stanzie”

stanzie 2masseria-le-stanziele stanzie 4IMG_0355

 

 

 

 

Un tuffo nel passato, un ritaglio storico pugliese nei pressi di Supersano; è qui che è collocata la Masseria Le Stanzie, che ha costruito attorno al suo nome garanzia di grande qualità e ineguagliabile  lavoro di squadra che funge da grande punto di forza.

IMG_0363IMG_0364IMG_0365IMG_0366

 

 

 

 

Adagiata in una vallata ai piedi delle serre Salentine,  Masseria Le Stanzie è di origine antichissima. Circa un decennio fa, sono state rinvenute ceramiche del V- VI secolo d.C. che testimoniano l’esistenza, nella zona, in età tardo antica, di un piccolo villaggio risalente all’ età romana sorto probabilmente a ridosso di un percorso viario che partendo da Rudiae, tocca i territori di Soleto, Cutrofiano per poi giungere a Supersano.

IMG_0358IMG_0385IMG_0372IMG_0373

 

 

 

 

La Masseria è diventata simbolo culturale della civiltà salentina, ed ha inoltre rappresentato nel passato, un’ antica statio romana, situata al  centro di un crocevia importante che congiungeva l’Adriatico e lo Ionio (i porti di Otranto e di Gallipoli), la cosiddetta  “ antica via dell’olio”, che durante il 1400 -1800 consentiva il traffico mercantile dell’olio  dalla Penisola Salentina al porto di Gallipoli, e da Santa Maria di Leuca fino la Terra Santa, la cosiddetta  “via dei pellegrini”, vale a dire  il tragitto utilizzato da ogni cristiano che si recava in pellegrinaggio da S. Michele sul Gargano a S. Maria di Leuca.

All’esterno della stessa,  vi è un interessante zona di interesse archeologico: sono state rinvenute, infatti,  antiche sepolture di età medievale, diverse fosse di grano sotterranee, espressione della coltura cerealicola, scavate nella roccia e ubicate a Sud-Est del complesso, ed inoltre un altro frantoio di origine antichissima, dalla datazione incerta.

Oggi Le Stanzie è un’azienda agricola, continuamente impegnata in pratiche agricole che consentono di ottenere prodotti alimentari di elevate qualità nutritive e organolettiche, nel massimo rispetto dell’ambiente e della sua biodiversità. Nell’azienda sono presenti frutteti, uliveti, vigneti, coltivazioni di vari ortaggi e verdure che spuntano dai 50 ettari aziendali.

Di notevole importanza sono allevamenti di diversi animali: maiali, cavalli, mucche e numerosissime altre creature.

IMG_0350IMG_0341IMG_0375

 

 

 

 

Per valorizzare le realtà locali, impegno costante da parte degli addetti ai lavori della Masseria Le Stanzie, è stato messo in atto un tour turistico organizzato a puntino, per passeggiare tra le meraviglie del Salento e degustare i prodotti tipici della nostra terra.

Le Stanzie hanno una vera e propria missione: promuovere tutto ciò che ruota intorno alla cultura del sapere, con l’obiettivo di delineare un sistema ideale dal punto di vista economico tra impresa e cultura.

Bisogna superare la logica individualista, alla guida di ogni nostro comportamento, logica violenta e astratta  che ci spinge a vivere in una sorta di isolamento, e ci induce a vedere nell’altro, un antagonista, e non una risorsa. E’ una logica, questa, che rischia di indebolire qualsiasi processo di crescita e sviluppo, perché, là dove manca la comunicazione, lo scambio, il confronto l’unico risultato è la povertà, intesa come povertà di pensiero, di conseguenza carenza di cultura e ancor peggio regressione e danno sociale e non progresso e bene comune.

Il progetto “ LE PASSEGGIATE DEL GUSTO: Percorsi emozionali tra gusto e cultura” vede coinvolte più realtà  locali: il Parco Paduli, la Cantina Supersanum,  la Masseria Pizzofalcone, Le Stanzie e il Castello di Corigliano. Si tratta di un percorso che attraverso il Parco Paduli, giungerà nei vigneti in zona Don Mosè per conoscere con Gabriele e Paolo la loro storia, accompagnata dalla degustazione dei vini della Cantina Supersanum, per poi giungere nella Masseria Pizzofalcone, poi alle Stanzie per la visita della struttura e la degustazione dei prodotti aziendali, e ultimare il percorso con la visita al castello di Corigliano, dove gli ospiti  potranno degustare dolci e digestivi dalle “Terrazze del Duca”. 

In tale occasione fondamentale è stato e sarà  il supporto della guida turistica la  dott.ssa Anna Presicce, che con le sue conoscenze guiderà gli ospiti in questo percorso, raccontando le sue bellezze.

Questa è la sfida che oggi l’azienda “Le Stanzie” si pone, perché per ritrovare il sentiero dello sviluppo bisogna fare i conti con la specificità del suo mutamento, in vista di un futuro presumibilmente più roseo e sicuro, e certa che l’agricoltura sia  l’unico settore in cui ciascun individuo può investire con la propria professionalità e le giuste competenze.

Di seguito, potrete trovare i dettagli del percorso turistico:

Ritrovo: Zona Pip di Botrugno (SS 275, Uscita Botrugno)

I tappa: Il vigneto Don Mosè

Attraverso un uliveto secolare, chiamato Paduli, dove passava l’antica via istmica che collegava il porto di Gallipoli e di Otranto – nelle Terre denominate di Mezzo – si giungerà presso il Vigneto Don Mosè, nel quale l’Azienda Vinicola Supersanum sarà lieta di farvi degustare i propri vini ottenuti con metodi altamente innovativi e rispettosi dell’ambiente.

II tappa: Masseria Pizzofalcone

Un’oasi di tranquillità punteggiata da ulivi secolari e agrumi profumati, delimitata da muretti a secco,  ai piedi di una dolce collina, sorge dalla roccia con il bosco alle spalle; in questo incantevole luogo sarà possibile degustare l’olio d’oliva ottenuto da maestosi ulivi.

 III tappa: Le stanzie

Visita Guidata nell’azienda agricola Le Stanzie: non una semplice masseria, ma un vero e proprio monumento rurale, tra i più antichi del Salento, a cui fa da cornice la lussureggiante Serra di Supersano, un’antica “statio” romana, situata al centro di una crocevia importante tra l’ “antica via dell’olio” e la “via dei pellegrini”; qui si gusteranno i piatti tipici delle fertili terre di Supersano, secondo le più antiche tradizioni.

 IV tappa: Le Terrazze del Duca

Visita guidata nell’imponente Castello De’ Monti di Corigliano d’Otranto, il «più bel monumento di architettura militare e feudale del principio del Cinquecento in Terra d’Otranto» (G. Bacile di Castiglione); immersi in un’atmosfera principesca, “Le Terrazze del Duca” saranno liete di far assaporare le prelibatezze della pasticceria salentina.

 Rientro: a Zona Pip di Botrugno (SS 275, Uscita Botrugno)

Un tour turistico che si svolgerà in una giornata intera, dove i visitatori si potranno spostare attraverso un pullman messo a disposizione da Le Stanzie, dal modico costo di 35,00€ di servizio, in più 5,00€ di assicurazione, a persona.

Per qualsiasi informazione a riguardo, non esitate a contattare la direzione, attraverso i seguenti numeri:

0833 632438

320 9757299

340 1088978

Ora tocca a voi! Cosa ne pensate di queste piccole realtà? Conoscevate questa masseria? Raccontate la vostra esperienza.

“Non c’è cosa migliore da fare, che ascoltare chi ha qualcosa da dire”