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C’era una volta una vigna sul castello…

C’era una volta una vigna, unica al mondo, sul castello di Copertino…

Non si può che esordire in questo modo per rendere giustizia a questa grandiosa impresa, che assume delle note fiabesche, attraverso gli stralci di scatti realizzati nel cuore del Salento, a Copertino, e attraverso le voci di tre personaggi a cui spetta la nostra ammirazione e gratitudine: la Direttrice Caterina Ragusa, l’Architetto Francesco Canestrini e l’Enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi.

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LA STORIA E IL “VIGNETO SUL CASTELLO”

Questa è l’unica vigna al mondo che sorge sui bastioni di un castello; parliamo del castello di Copertino, in provincia di Lecce, nel Salento meridionale.

La struttura fortificata venne realizzata attorno al ‘500 e completata nel 1540, dall’architetto pugliese Evangelista Menga, per la volontà del marchese Alfonso Granai Castriota, generale di Carlo V e feudatario della vasta Contea,  istituita da Carlo I d’Angiò nel 1266.

Ma il castello, oggi, non è celebre unicamente per le raffigurazioni architettoniche dei bassorilievi commemorativi o per le effigi di personaggi legati alla storia locale, come San Giuseppe, nè per il caleidoscopio di fonti storiche di cui è intessuto il complesso stesso, e neanche per il mastio angioino, l’ampio fossato presente, la cappella dedicata a San Marco, l’arte decorativa del pittore copertinese Gianserio Strafella (che su commissione della famiglia Squarciafico dipinse la volta della cappella, riproducendo delicatissime scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, mentre sulle pareti verticali, in appositi riquadri eseguì le figure di S. Caterina, S. Sebastiano e S. Giacomo da Compostela).

San Giuseppe da Copertino, santo patrono del paese

San Giuseppe da Copertino, santo patrono del paese

 

Dettaglio facciata: San Giuseppe da Copertino, patrono del paese.

Dettaglio facciata del castello: San Giuseppe da Copertino

 

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Oggi, se parliamo del castello di Copertino, facciamo riferimento ad un progetto denominato “Il vigneto sul Castello”.

Il nostro itinerario nel castello, ha inizio grazie alla guida di Giuseppe Pizzolante Leuzzi, enologo della Cantina Cupertinum, una cantina sociale nata nel 1935 e co-ideatore del vigneto sul castello.

Com’è nata l’idea del vigneto sul castello? Giuseppe Pizzolante Leuzzi, con occhi fieri, ci racconta che osservando l’etichette dei vini che vedeva in cantina, non poteva non notare l’immagine consueta del castello e si chiedeva come mai non ci fosse un diretto legame tra la Cupertinum e il complesso fortificato stesso. Da questa considerazione, il sogno comincia a mutarsi in realtà. Continua l’enologo: <<Nell’apporto decisionale, il triangolo vitale, per la realizzazione di questo progetto, ha visto interessati, oltre me, anche la dottoressa Caterina Ragusa, direttrice del castello e l’architetto Francesco Canestrini, sovrintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Lecce, Brindisi e Taranto. Siamo entusiasti poiché abbiamo fatto squadra, affinché il sogno del vigneto sul castello potesse concretizzarsi e divenire una vetrina per il castello stesso, una vetrina per il negroamaro, una vetrina per il Copertino Doc e soprattutto una vetrina per osservare da vicino chi lavora la terra.>>

La passeggiata, assieme a Giuseppe Pizzolante Leuzzi, continua fino a raggiungere il piano nobile del castello, e quindi giungiamo alla vigna. Non si poteva non constatare che la parte dei bastioni, laddove gli esperti avevano già messo mano, scavato e impiantato la vigna, appariva ordinata, lineare e assestata, mentre la parte ancora da regolarizzare, presentava delle erbe incolte altissime e fitte, tipiche di una zona abbandonata a se stessa, elemento che ci testimonia la situazione che ha preceduto i lavori e l’arduo compito di chi li ha svolti.

<<A differenza di altre situazioni in cui è consueto non trovarsi d’accordo, questa volta pubblico e privato sono riusciti a dar vita a questa iniziativa della vigna sul castello>>, spiega la dottoressa Ragusa, <<e lo abbiamo fatto basandoci su un passato che documenta, con certezza, la presenza di un giardino pensile coltivato ad agrumeto e vigneto dalla nobile famiglia Belmonte nel 1800.>>

Questa impresa ha inizio nel 2013, quando la Cupertinum ha proposto il progetto “Il Vigneto sul Castello” e nell’aprile del 2014, il vigneto posto sui bastioni, è stato impiantato. Giuseppe Pizzolante Leuzzi ha prontamente tentato di recuperare qualche traccia del vecchio vigneto, ma invano e si deve a lui la scelta della varietà storica e del sistema di allevamento del vigneto: il terreno profondo circa 4 metri è stato lavorato con la zappa (lavoro svolto, rigorosamente a mano, per rispettare la struttura storica nobiliare) e poi sono stati impiantati cento alberelli di negroamaro cannellino (un vitigno semplice, dagli acini molto piccoli), disposti a “quinconce” (un impianto che permette di sfruttare al massimo il terreno disponibile, utilizzato in antichità, fin dai romani).

<<Ci siamo buttati a capofitto in questa avventura.>>, dichiara il sovrintendente Canestrini, <<ora, ci stiamo impegnando a ridare funzionalità alla struttura, per renderla all’altezza dei nostri turisti: stiamo realizzando un ascensore che permetterà il massimo collegamento tra i piani del castello, stiamo provvedendo a costruire le scale adatte per mettere in comunicazione ogni parte dell’edificio nobiliare, anche aree di difficile accesso, come la vigna. Il nostro scopo primario è valorizzare a tutto campo il castello di Copertino ed inserirlo come meta per un ipotetico itinerario turistico.>>

Giuseppe Pizzolante Leuzzi, emozionandosi e con lo sguardo perennemente rivolto ai suoi alberelli di negroamaro, ci ha raccontato di quando, dopo aver impiantato la vigna, ha deciso di portare un suo amico a vedere il lavoro portato a compimento,e quest’ultimo, “cittadino doc” di Copertino, alla vista della vigna sui bastioni del castello, è rimasto sorpreso, stupefatto, come abbagliato da tale scenario, poiché egli era nato, cresciuto e pasciuto in quel paese, ma mai aveva assistito ad un dono storico simile, recuperato poi con tanto impegno e voglia di fare qualcosa di buono per Copertino.>>

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E’ stato commovente poter assorbire, con estrema fierezza, tutte queste nuove idee per la promozione e la fruizione turistica, soprattutto in un momento storico, in cui la Puglia, è affranta dal demone della Xylella. A tal proposito, Giuseppe Pizzolante Leuzzi ha voluto prendere la parola e mai come oggi (Il Tar del Lazio ha sospeso la dichiarazione dello stato di emergenza per la diffusione in Puglia del batterio Xylella e il Piano d’intervento previsto per fronteggiare il rischio fitosanitario), le sue parole hanno grande importanza e possono essere apprezzate per la lungimiranza che l’enologo ha dimostrato di possedere. Egli ci spiegava che <<i coltivatori di oggi utilizzano le stesse tecniche che venivano utilizzate molti anni fa, quindi il problema non risulta essere da parte degli agricoltori. E’ troppo facile per un politico, per un assessore, puntare il dito verso chi lavora la terra. Dovrebbero invece indirizzarsi verso chi si occupa della ricerca. I contadini non sono in piazza a manifestare perché hanno scelto di occupare il loro tempo, in campagna tra gli ulivi, per cercare di adoperare ogni tecnica possibile per risolvere il caso.>>

LA CANTINA SOCIALE CUPERTINUM

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Nel 1935 trentasei viticoltori fondarono la Cantina Sociale di Copertino.

Oggi sono 300 i soci che si occupano della vinificazione e del commercio delle uve e quest’anno, a gennaio, la Cupertinum ha festeggiato gli 80 anni di età e continua a rappresentare la tipicità del territorio e dei suoi vitigni.

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La superficie coltivata a vite è di circa 300 ettari, il territorio della DOC Copertino presenta terre a struttura argillosa, di varia composizione poste al di sopra della pietra calcarea dura o tufacea , in zona pianeggiante: dai 30 ai 60 metri sul livello del mare.

La Cupertinum produce vitigni tradizionali pugliesi: il Negroamaro, simbolo enoico del Salento, è quello principale, affiancato da Malvasia nera, Primitivo e Malvasia bianca leccese, e da alcune varietà internazionali o nazionali ormai acclimatate in queste terre (Merlot, Syrah, Montepulciano, Chardonnay), da cui ricava i suoi celebri vini.

Un piano di lavoro, realizzato di recente da Giuseppe Pizzolante Leuzzi, portavoce di un rinnovamento generale della cantina, prevede la realizzazione di una barricaia all’interno della struttura, per l’affinamento di vino.

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INFORMAZIONI PER VISITARE LA VIGNA E IL CASTELLO

Orari di apertura al pubblico: telefonicamente al numero 0832/931612 o sul sito www.castellodicopertino.beniculturali.it

Ingresso:

-biglietto intero: € 3

-biglietto ridotto (dai 18 ai 25 anni): € 1,50

-gratuito: meno di 18 anni

(per la visita in vigna si pagherà una piccola sovrattassa)

Ricordiamo che tutte le prime domeniche del mese l’ingresso sarà gratuito.

Contatti:

sito internet: www.castellodicopertino.beniculturali.it

Email: castellodicopertino@beniculturali.it

Telefono e fax: 0832/931612

Telefono direzione: 0832/937601

“Non c’è cosa migliore da fare, che ascoltare chi ha qualcosa da dire”

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