Un connubio perfetto: nord e sud d’Italia

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Un’esperienza a dir poco sublime. Vi presento questo magico connubio che parte dalla fascinosa Milano fino a raggiungere le calde terre siciliane.

Andiamo con ordine, partiamo dal Firriato, Charme Rosè, un vino frizzante siciliano, un blend di vitigni autoctoni, dal gusto intenso, avvolgente ed energico, ottimo come aperitivo, che ha accompagnato a braccetto questo primo piatto speciale, vale a dire dei ravioli di zucca e amaretti, provenienti dal celeberrimo Tempio della Gastronomia milanese, il Peck.

PRESENTAZIONE DEL VINO

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Agli inizi degli anni ’80 la passione enologica di Salvatore Di Gaetano viene attratta da un luogo particolare, la contrada del Firriato, nella città di Trapani, un territorio agricolo segnato profondamente dalla coltivazione della vite e dalla cultura del vino, posto tra il mare, bellissimo, della costa trapanese e la rocca, maestosa, dell’antica città di Erice. Di seguito, un’accurata scheda di presentazione del vino:

Classificazione: IGT Terre Siciliane
Vitigno: blend di vitigni autoctoni
Zona di produzione: agro di Trapani – Tenuta Guarini
Tipo di terreno: calcareo-argilloso
Esposizione: nord est (250 mt. s.l.m.)
Sistema di allevamento: controspalliera con potatura Guyot
Piante per ettaro: n° 5.000/5.500
Resa per ettaro: 6.800/7.000 kg
Vendemmia: raccolta manuale. II decade di settembre
Temperatura di fermentazione: 16°-18°C
Periodo di fermentazione: 15 giorni
Vinificazione: breve macerazione, pressatura soffice, fermentazione in autoclave a temperatura controllata per il raggiungimento
della pressione idonea
Affinamento: 3 mesi sulle fecce
Grado alcolico: 12,5 % vol.
PH: 3,18 (val.medio)
Acidità totale: 5,96 g/l (val.medio)
I° vendemmia prodotta: 2007
Produzione annata: 25.000 bottiglie
Formati: bottiglia da 75 cl.
Temperatura di servizio: 8°-10° C
Calice consigliato: abbastanza ampio, con bocca a tulipano

Colore: rosa cerasuolo delicato e fine

Olfatto: un ventaglio di sensazioni fruttate, eteree ed eleganti di tamarindo, susina rossa, anguria, melagrana, fragola e lampone, screziate da raffinate sfumature di rosa, geranio, fresia, violetta e ciclamino;

Palato: avvolgente, intenso, di sorprendente equilibrio, mostra il suo carattere aprendosi con energica freschezza e morbida cremosità, richiamando e riproponendo l’ampio e ricco quadro aromatico che lo caratterizza, rivelando anche un accenno di tannini lievi e sottili di grande pregio;

Caratteristiche: è il “vino della festa”, generoso, scoppiettante, dall’ inesauribile vitalità, carezzevole, disponibile e aperto, per le occasioni più belle, i momenti di svago e di piacere.

PRESENTAZIONE DEL PECK

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E’ un prestigioso negozio milanese costruito su tre piani, che vanta una lunghissima tradizione. Peck è un negozio che offre di tutto in campo gastronomico, e che può essere ben descritto da un trafiletto storico del 1971 , scritto in occasione del Premio Qualità Italia, quando l’azienda si è affermata “per la superiorità dei suoi prodotti, la signorilità dei suoi servizi, e la serietà commerciale. E’  considerato il miglior negozio alimentare d’Europa”.

RICETTA

  • Livello di difficoltà della preparazione: basso
  • Tempo di preparazione medio: 15 minuti
  • Porzioni: per 4 persone
  • Costo: medio

INGREDIENTI:

-500 gr. ravioli;

-300 gr. burro;

-2-3 rametti di salvia;

-parmigiano reggiano q.b.;

-sale q.b.;

-pepe rosa q.b.

PROCEDIMENTO:

Sistemare sul piano cottura una padella, tonda e dai bordi bassi, con un lungo manico, ideale per saltare, ed una pentola con abbondante acqua, per cuocere i nostri ravioli.

Mentre lasciamo che la pentola con l’acqua, arrivi a temperatura per bollire, mettiamo in padella il burro e cominciamo a farlo sciogliere, dopodiché ci aggiungiamo le foglioline di salvia, ed intanto giriamo il composto con l’aiuto di un cucchiaio di legno.

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Quando l’acqua arriva a temperatura, la saliamo e ci mettiamo dentro i nostri ravioli. Dopo 5 minuti, scoliamo la pasta e l’aggiungiamo in padella, dove terminiamo di cuocerla assieme al burro sciolto e alla salvia. Infine diamo una spolverata di parmigiano al nostro piatto e ci aggiungiamo il pepe rosa. E voilà, tutti a tavola!

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NOTA:

Dato il particolare condimento dei nostri ravioli di zucca e amaretti, dobbiamo essere preparati a gustare un piatto dal gusto delicato e dolciastro.

Ora tocca a voi! Cosa ne pensate dell’azienda siciliana Firriato? E quali sono le vostre considerazioni riguardo il Peck milanese?

“Non c’è cosa migliore da fare, che ascoltare chi ha qualcosa da dire”

 

 

6 Comments

  1. Rispondi
    Maddalena 4 marzo 2015

    Uno spettacolo ! L’articolo e le foto parlano da sole.
    L’interessata, Chiara…. Beh’ provo un gran dispiacere per le persone che non hanno avuto ancora modo di conoscerla…..
    Io sono una delle fortunate

  2. Rispondi
    chiarableve 6 marzo 2015

    Sei gentilissima Maddalena, grazie.

  3. Rispondi
    Nino 8 marzo 2015

    Mah!!! Che dire…intanto ti faccio i miei complimenti per la finezza di gusto che hai avuta nella presentazione di questo blog e per la scelta mirata tra la location d’eccellenza di via Spadari, a Milano, con un vino raggiante come il Firriato, proveniente dal profondo sud, con quel perlage di bollicine e quel colore cosi’ elegante che puo’ spadroneggiare su qualunque tavolo. Brava brava brava.

  4. Rispondi
    Nino 8 marzo 2015

    LA GIUSTA STRADA La ristorazione in Italia e’ un settore che non conosce crisi, questo per merito della buona cucina tradizionale italiana. Infatti come tutte le altre arti, quella culinaria si puo’ applicare a tutti i livelli. Se a tutto cio’ si abbina un buon bicchiere di vino, la tavola assume un aspetto piu’ decoroso e simpaticamente brioso, acquisendo anche un’autorevolezza che ci invidia tutto il resto del mondo, compresi anche i nostri cugini francesi. Si sposa in modo perfetto tra accostamenti di piatti tipici, con abbinamenti di vini di ottima qualita’ di ogni regione.
    Il vino, personalmente, rimane il motivo piu’ interessante e sublime di un pranzo e soprattutto di una cena, quando ci si rilassa degustandone un bicchiere, dopo una lunga giornata lavorativa. Alla fine possiamo dire che il connubio tra i frutti di CERERE ed il nettare di BACCO soddisfa pienamente il nostro palato.

    • Rispondi
      chiarableve 9 marzo 2015

      Il MADE IN ITALY è sinonimo di ricercatezza e cura del dettaglio, di qualità, controllo e di innovazione: il fiore all’occhiello dell’immagine italiana nel mondo.

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